E anche questa diciassettesima edizione del Napoli Comicon è giunta al termine.
Un successo annunciato già prima dell’apertura se parliamo di numeri, dato che non solo gli abbonamenti ma anche i biglietti giornalieri sono andati esauriti giorni prima dell’inizio dell’evento.
Numeri a parte, si è rivelato ancora una volta un festival di notevole portata. Molti ospiti, tanti eventi, e ovviamente, tanto divertimento.
Ovviamente nessun evento è privo di “difetti” e se chiederete in giro ci sarà sempre qualcuno che muoverà delle critiche in un senso o in un altro. Io stesso credo che ci siano delle pecche, nello specifico nella programmazione degli eventi del Palco che secondo me necessitano di una rivisitazione che possa dare più spazio ad intrattenimenti che coinvolgano il pubblico a 360°, valutando attentamente la presenza di “grandi” cantanti giapponesi che magari sarano grandi in patria ma non certamente qui da noi dove le coverband a tema cartoon hanno catalizzato molto di più dei “blasonati” (ma da chi poi) gruppi musicali giapponesi.
Ma se vediamo il Comicon come evento globale, credo che dopo Lucca Comics, sia uno dei migliori d’Italia.
Gli ospiti di quest’anno erano tanti e molto amati dal pubblico: Milo Manara, Gabriele Salvadores, Giuseppe Camuncoli, Karee Andrews, Don Alemanno, Silvia Ziche, Lorenza Di Sepio, Tito Faraci, Tanino Liberatore, e tanti altri che potete vedere cliccando qui.
Nei padiglioni dedicati ai Comics, c’erano editori e rivenditori e tra un’acquisto e l’altro, si poteva assistere alle performance degli artisti delle varie scuole di fumetto napoletane, fare una fila per farsi autografare l’albo a fumetti dall’autore di turno presente agli stand, o semplicemente camminare tra scaffali di fumetti nuovi e vecchi alla ricerca dell’albo che tanto cercavamo o che ci potesse colpire e invogliare all’acquisto.

comicon1Sul Palco si sono alternate varie Cover Band tra cui gli Zapping Cartoon Project che hanno regalato uno spettacolo molto coinvolgente in 50 minuti (davvero pochi…) di sigle dei cartoni animati. E in 4 giorni non ho visto nessun gruppo che è riuscito a far fare il “trenino” davanti al palco e far divertire così tanto i presenti. Nemmeno gli ospiti “asian” tanto voluti da qualcuno (lo so… sono duro su questa cosa ma proprio non la capisco). Nell’area Asian, va sicuramente citata la presenza del Maid Cafè che unisce il servizio bar con una forma di intrattenimento musicale e visivo grazie alla presenza di ragazze vestite con una divisa da cameriera in stile vittoriano o francese con pizzi e ovviamente grembiule. E’ un fenomeno che sta iniziando a prendere piede anche in Italia con discreto successo.

artisti-salvadoresIl Teatro Mediterraneo è stato invece luogo di tante belle proiezioni, una su tutte il film “Il ragazzo invisibile” di Gabriele Salvadores che ha presenziato prima e dopo il film per parlare con il pubblico entusiasta. Nella prima parte, insieme al disegnatore Giuseppe Camuncoli si è parlato della trasposizione a fumetti del film e ovviamente di come il progetto è nato e si è sviluppato fino alla realizzazione finale. Successivamente alla proiezione, Salvadores è tornato in sala e si è reso disponibile a rispondere alle domande del pubblico per oltre mezz’ora. Ma l’auditorium è stato anche il luogo di altri eventi su invito (e non) tra cui l’assegnazione dei premi Imago.

comicon2Nella Sala Italia invece, oltre agli eventi sponsorizzati da me (Lo Speciale Tatsunoko e lo Speciale Sigle Tv), si sono intervallati incontri con autori e artisti di varia natura, come per esempio Fabrizio Mazzotta che ha presentato alcune anteprime di Cartoon Network e il Trailer cinematografico del prossimo Gundam Origins che passerà nelle sale cinematografiche a fine maggio.

Sicuramente ben riuscita la parte relativa alla mostra con una bella rassegna tributo ai 75 anni della Marvel, oltre ovviamente al percorso dedicato a Milo Manara. A queste due, si aggiungono altre esposizioni tra cui quella sui Peanuts, e sui docudrama / Fumetto giornalistico, realizzata in collaborazione con la Edizioni Becco Giallo e quella sui fumetti che hanno fatto la storia mondiale.
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E infine l’area gioco&videogioco a cui finalmente è stata data una sezione dedicata e distaccata dal fumetto (non dimentichiamoci che il Comicon è anche Gamecon) così da non “intasare” l’ara comics che non sempre si sposa con quella dei games (per tipologia di pubblico).
I padiglioni 5 e 6 hanno ospitato tornei di videogames, giochi da tavolo e ovviamente i vari professionisti del settore, primo tra tutti Giochi Uniti che con la sua vasta area di gioco, ha dato modo a tutti di sedersi e divertirsi con i tanti giochi messi a disposizione.

Insomma, c’era di che divertirsi per tutti i gusti. Peccato solo che non è stato facile partecipare per tutti dato che i biglietti, come già detto, sono andati via come il pane. Un motivo in più l’anno prossimo per muoversi in anticipo onde evitare di restare fuori ed essere “preda” (ma questo è un problema di tutti gli eventi) dei bagarini che hanno provato a venere biglietti anche a 50 euro (contro i 12 del giornaliero).

Comicon 2015 – Il punto sull’evento

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